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Non di muri, ma di ponti sappiamo vivere noi donne.

Una relazione importante, una promozione mancata o un passato difficile che non avevamo chiesto di vivere: quando il muro si alza, il nostro coraggio riesce a plasmarlo, fino a trasformarlo in un ponte che orgogliosamente a testa alta attraversiamo. Partire dal basso, scommettere su se stesse e non arrendersi mai: ecco perché non è questione di fortuna, ma di coraggio.

Non è questione di fortuna quanto di tenacia e audacia. A volte, semplicemente occorre lanciarsi e mettersi in gioco senza riserve, senza un piano B. Noi la chiamiamo “Dea Bendata”, ma si tratta semplicemente della nostra forza interiore.

A volte bisogna semplicemente perdersi per poi ritrovarsi. E’ proprio da questo smarrimento che troviamo il coraggio di mettere nuovamente insieme i pezzi di una vita distrutta senza più il timore dei “se” e dei “ma”.

Fallisci, impara, ripeti: non fallire equivale a non imparare, a non crescere. Il fallimento non deve essere considerato un insuccesso ma un’occasione per migliorare, apprendere e costruire un ponte da attraversare.

Dobbiamo per prime riconoscere i nostri pregi, i talenti, la nostra forza interiore perché di rado qualcuno lo farà al posto nostro. Il compito da assegnare a noi stesse è quello di trovare la forza di rialzarci ogni volta che cadiamo.

Le donne coraggiose non ignorano le loro paure: le ascoltano, le combattono. Questa capacità di riconoscere le paure e affrontarle si chiama “coraggio”, ed è solo grazie a questo che si può spiccare il volo.

Un sogno non va solo pensato, non basta coltivarlo per vederlo trasformato in realtà. Bisogna sporcarsi le mani, lavorare duramente e prendersene cura affinché si trasformi nell’albero più bello del giardino.

 

 

Fonte articolo: dilei.it